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    Esistono varie versioni sportive per la kickboxing, ognuna caratterizzata da una serie di regole che riguardano il combattimento e l'impostazione tecnica e tattica dei due partecipanti. Nella kickboxing i combattenti combattono su di un ring da boxe o su di un tatami, che prevedono misure regolamentari di 6 metri per 6 o di 8 metri per 8, e come per le altre versioni sportive delle arti marziali, nel corso del combattimento vengono assegnati dei punti dagli arbitri di giuria ai fini della proclamazione del vincitore della gara. Inoltre i partecipanti sono tenuti ad indossare un abbigliamento specifico e cioè un paio di pantaloni lunghi e una maglietta, oppure un paio di pantaloncini e alcune protezioni:

    • casco da gara (soltanto per i dilettanti)
    • guantoni omologati (in genere da 8 o da 10 once)
    • paratibie
    • paradenti
    • calzari protettivi omologati
    • conchiglia per i maschi e corpetto protettivo per le femmine

    Se il K-1 è una formula della kickboxing che nasce in Giappone, nella versione americana della kickboxing, quella proveniente dal Full Contact Karate, si sono invece sviluppate tre formule fondamentali: il Semi-contact, il Light-contact e il Full-contact. Per sfruttare al meglio il regolamento, negli anni la tecnica che caratterizza ognuna di queste versioni si è evoluta tanto da rendere completamente diversa l'impostazione e la preparazione degli atleti che la praticano. Nella Dragon Dojo pratichiamo le specialità semi e light contact.

    Foto storica Dragon Dojo

    Il Semi-Contact


    Il semi-contact (o point-fight) è una delle specialità della kickboxing. Viene praticato sul tatami e ogni incontro ha la durata di due o tre minuti per round. L'incontro viene fermato dall'arbitro ogni qual volta una tecnica viene portata a punto e questa è la differenza che la contraddistingue di più dalle altre specialità. Il vincitore dell'incontro è colui che, al termine del tempo prestabilito ha accumulato più punti dell'altro. In caso di pareggio, si effettuerà in alcuni casi un ulteriore round supplementare di due minuti e se il risultato dovesse rimanere ancora in parità si andrà alla "prima tecnica", dove vince l'avversario che riesce a portare a segno la prima tecnica pulita (quando tutti e tre gli arbitri segnano il punto). Ogni incontro prevede una terna arbitrale che deciderà per maggioranza quanti punti dare e a chi assegnarli. I punti vanno da uno a tre a secondo della tecnica usata e del bersaglio colpito. Tutte le tecniche portate a segno con le braccia valgono un punto, mentre le tecniche di gamba valgono un punto portate a segno sul corpo (dal petto alla cintura escluse le braccia e la schiena), due punti se colpiscono il caschetto (ogni parte della testa compresa la nuca) e un punto in più se la tecnica è saltata (quando viene portata a punto senza appoggio sul tatami da parte di entrambe le gambe). La federazione mondiale della kick boxing riconosciuta dal C.O.N.I. è la W.A.K.O.(World Association of Kickboxing Organizations) e in italia la F.I.K.B. (Federazione Italiana Kickboxing). Nel semi-contact, la nazionale italiana vanta tra le sue file ben quattro campioni del mondo in carica attualmente ed un palmares che la vede fra le nazioni più decorate e prestigiose del panorama mondiale.

    Il Light Contact


    Il Light-contact, che letteralmente significa "contatto leggero", ma è intrapreso come "Contatto Controllato" ed è una formula della kickboxing che prevede un combattimento continuato a punti.
    Come nel semi-contact, il contatto deve essere necessariamente limitato o controllato, e privilegia soprattutto le doti specifiche di esecuzione tecnica e di pulizia dei colpi che vanno eseguiti con scioltezza e velocità, privilegiando la tecnica alla forza.
    I due atleti combattono su di un tatami, o più raramente su di un ring, ma a differenza del semi-contact sono liberi di muoversi sul quadrato di gara a loro piacimento, e senza che l'arbitro interrompa il combattimento dopo l'esecuzione di una tecnica portata a segno.
    Il combattimento dura due round da due minuti e i due atleti, che combattono in posizione di guardia frontale o semifrontale uno dall'altro, possono trovarsi anche a distanza molto stretta e colpirsi a vicenda con le varie tecniche di pugno e di calcio previste secondo la categoria e il livello di cintura richiesto dalla manifestazione in cui partecipano.
    L'arbitro di gara può fermare l'incontro solo in caso di "break", quando cioè gli atleti si trovano in clinch e vanno distanziati, oppure in caso di richiamo per eccessivo contatto, scorrettezze o uscita dal quadrato di gara: i richiami e le uscite comportano una sottrazione di punti e alla quinta uscita dal tatami l'atleta viene squalificato.
    Oltre all'arbitro centrale ve ne sono altri due di giuria e tutti e tre assegnano i punti.
    Poiché nel light-contact non è previsto il K.O., la vittoria è perseguibile soltanto accumulando più punti dell'avversario e in caso di parità si va ad un cosiddetto "extra-time", cioè un terzo round che è come se fosse un "tempo supplementare" nel calcio.
    Esiste infine una versione del light-contact, definita Kick Light-contact o Kick Light, che aggiunge alla tradizionale formula del light-contact la possibilità di colpire con i low kick, cioè con i calci circolari bassi nella parte interna o esterna del quadricipite: l'unico tipo di calcio che si può eseguire al di sotto della cintura.
    La differenza con il tradizionale light-contact è che nella kick light le distanze si accorciano ulteriormente e l'atleta necessita di una prontezza e di una mobilità maggiore per evitare i pericolosissimi calci portati sotto la cintura e sferrati nella coscia..